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giovedì 21 novembre 2013

Perché abbiamo paura dei serpenti? Un istinto che ha origini millenarie

Sebbene alcuni li abbiano in casa come fossero animali da compagnia, la maggior parte delle persone prova un istintivo timore quando si trova davanti ad un serpente: uno studio pubblicato su Pnas avvalora una tesi in voga già da qualche tempo, ovvero che questa paura derivi da unmeccanismo difensivo risalente a millenni fa, al tempo dei primati. Il meccanismo visivo dei primati infatti si sarebbe evoluto riconoscendo il pericolo che rappresenta questa forma di vita allungata e strisciante, percepita da milioni di anni come un potenziale nemico da cui fuggire.















Sono trascorsi secoli, ma l’uomo del Duemila continua ad affidarsi a questo meccanismo difensivo istintuale quando i suoi occhi e il suo cervello registrano la presenza di un rettile: secondo quanto afferma Lynne Isbell della University of California di Davis, uno degli autori dello studio, i serpenti sono stati i predatori più pericolosi dei primi mammiferi, tanto da caratterizzare l’evoluzione dei primati sino ad oggi. Il nostro complesso sistema visivo, dagli occhi sporgenti ai centri di elaborazione degli input luminosi del cervello, si sarebbe evoluto in questo modo anche per captare qualsiasi minaccia nell’ambiente circostante, serpenti e rettili in testa, e questi meccanismi difensivi connotano tanto gli uomini quanto in maniera diversa altre specie di mammiferi, che ad esempio hanno sviluppato sistemi di resistenza al veleno.
A sostegno della sua tesi, la scienziata porta l’esempio di quelle specie animali che, non vivendo a con i rettili nel corso dei secoli, hanno sviluppato sistemi visivi meno complessi di quelli dei primati e non in grado di evitare la minaccia, come ad esempio i lemuri del Madagascar. Recentemente, per trovare risposte concrete alla loro teoria, gli studiosi hanno voluto misurare con degli elettrodi le attivazioni di una particolare regione del cervello situato nel talamo, monitorando alcuni macachi che non avevano mai visto un serpente: di fronte alle varie immagini presentate, ineuroni del pulvinar, questo il nome della regione cerebrale, si attivavano con maggiore frequenza e rapidità quando i loro occhi ‘riconoscevano’ nel serpente un pericolo, identificandone appunto la forma. Certo, concludono gli esperti, anche l’apprendimento e la memoria giocano un ruolo determinante, ma la teoria del ‘rilevamento del serpente’ come segno di un’evoluzione primordiale dei primati ha oggi una prova in più a suo favore.



mercoledì 20 novembre 2013

Bibite gassate alterano le proteine del cervello: lo dice una ricerca australiana

bibite gassate


Sono gustose e riempiono il palato e lo stomaco, ma le bibite gassate potrebbero avere qualche effetto collaterale, in particolare nei riguardi del nostro cervello. Secondo una ricerca di origine australiana condotta dall’Università di Sydney, e presentata al meeting annuale delle British Society of Neuroscience, queste bibite alterano le proteine del cervello, provocando non solo iperattività, ma anche effetti nocivi paragonabili a quelli del cancro o del morbo di Alzheimer, se assunte in quantità esagerate.
Gli scienziati hanno condotto l’esperimento su delle cavie, divise in due gruppi: al primo è stata somministrata semplice acqua senza alcuna aggiunta, mentre all’altro lo stesso contenuto di zucchero presente nelle bibite gassate: il risultato in questo secondo caso è stato appunto che i topolini diventavano iperattivi. I ricercatori hanno successivamente analizzato parte del tessuto cerebrale delle cavie, riscontrando un’alterazione di almeno 300 proteine presenti nel cervello. Jane Franklin, uno degli autori di questa ricerca, sostiene che i risultati siano applicabili in maniera del tutto analoga anche agli esseri umani: ‘Questi risultati pur riguardando i topi sono applicabili anche all’uomo ed evidenziano che un consumo eccessivo di bevande gassate e zuccherate può danneggiare la salute psico-fisica‘.
Non è certo il primo allarme nei confronti delle bibite gassate lanciato dalla scienza, e Frankiln aggiunge a tal proposito: ‘C’è stato un preoccupante incremento nel consumo di queste bevande, per alcuni adulti rappresentano addirittura una parte importante dell’introito calorico giornaliero, ma la nostra ricerca suggerisce che possono danneggiare il cervello quindi se si ha sete meglio bere acqua, concedendosi uno strappo alla regola solo di tanto in tanto‘. Il consumo sistematico di queste bibite consente ad anidride carbonica e zucchero di agire sulle proteine del cervello, provocando effetti devastanti, tanto che il team di studiosi australiani parlano di cancro e sindrome di Alzheimer. Il consiglio quindi è di consumare il meno possibile queste bevande, che soprattutto in alcune parti del mondo, ad esempio negli Stati Uniti, sono presenti sistematicamente nel menù giornaliero di tante famiglie.

martedì 19 novembre 2013

Il cioccolato non fa ingrassare: lo dice uno studio finanziato dall’Unione Europea

cioccolato

Gli amanti del cioccolato non potranno non esultare di fronte ai risultati provenienti da uno studio condotto presso l’Università di Granada e finanziato dall’Unione Europea, secondo cui questo dolce e ipercalorico nutrimento non fa ingrassare. La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nutrition, è stato effettuata sul più grande campione di adolescenti europei fino ad oggi, 1500 in tutto, dimostrando che all’aumentare dei consumi di cioccolato diminuiscono i grassi totali distribuiti sul corpo, ovvero il grasso superfluo distribuito sul corpo e in particolare sull’addome, indipendentemente dal regime alimentare e dall’eventuale attività fisica svolta.
ricercatori sono partiti dall’importanza che recenti studi hanno rivelato riguardo il ruolo del cioccolato nella prevenzione delle malattie cardiovascolari: lo scopo era quindi determinare se ad un maggiore consumo di cioccolato fosse associato un indice di massa corporea (BMI) inferiore negli adolescenti. Ai giovani europei che hanno partecipato alla ricerca è stata registrata e calcolata la quantità di cioccolata assunta con la dieta attraverso un sofisticato strumento tecnologico, poi sono stati misurati peso ed altezza dei ragazzi, e infine è stato calcolato il BMI. Il risultato è stato appunto la diminuzione dei grassi corporei con l’aumentare del consumo di cioccolata. Oltre al BMI, gli scienziati hanno provveduto anche ad effettuare altri tipi di calcoli, ad esempio sul girovita, oppure attraverso un’altra particolare stima chiamata ‘analisi della bioimpedenza’: il risultato è stato analogo.
Secondo Magdalena Cuenca-García, principale autrice dello studio, questa apparente contraddizione tra l’assunzione di cioccolato e il dimagrimento dipende dalle catechine, ovvero gli antiossidanti del cioccolato, i quali ‘hanno importanti effetti anche anti-trombotici, anti-infiammatori ed anti-ipertensivi, e possono aiutare a prevenire malattie cardiache‘, favorendo dunque la salute corporea e un corretto metabolismo, in modo da compensare all’alto contenuto calorico del cioccolato. Lo studio europeo conferma gli esiti di una precedente ricerca dell’Università della California, che aveva già ipotizzato un minore indice di massa corporea associato ad una maggiore frequenza del consumo di cioccolato. Golosi di cioccolato, ora potete mangiare senza più sensi di colpa.

lunedì 18 novembre 2013

Perché le zanzare pungono solo alcune persone? Lo spiega la ricerca




La ricerca scientifica ci può spiegare perché le zanzare pungono solo alcune persone, sebbene le cause certe non siano ancora state determinate. Quello che è certo è che qualcuno viene punto da questi odiatissimi insetti, mentre la persona a fianco ne esce indenne. Secondo le stime, un soggetto su cinque attira maggiormente le zanzare e i ricercatori sono impegnati a scoprirne il motivo. Tra le ipotesi sui gusti di questi insetti, il consumo di birra e il fattore gruppo sanguigno.
Come ogni estate, migliaia di persone sono impegnate nella lotta contro le zanzare tradizionali, a cui si sono aggiunte negli ultimi anni le tigre. Ma perché le zanzare pungono solo alcune persone? La ricerca scientifica sta tentando di dare una risposta all’annosa questione e molte ipotesi sono stata avanzate. Il professor Joseph Stromberg, sul sito dello Smithsonian Magazine, ha provato a raccogliere e presentare gli indizi sulle preferenze alimentari delle zanzare. Tra i primi fattori che attirano le zanzare si trova il gruppo sanguigno, infatti, si stima che vengano punte il doppio delle volte le persone con gruppo Zero, rispetto ai soggetti appartenenti al gruppo A; nel mezzo si colloca il B. Inoltre, l’85% delle persone secreta un segnale chimico attraverso la pelle, che indica il gruppo di appartenenza e le zanzare sono più attratte proprio da questi soggetti.
Poi, le zanzare sono attratte dall’anidride carbonica e perciò pungono chi ne produce di più, come le persone in sovrappeso. A ragione di ciò, gli adulti vengono generalmente più colpiti rispetto ai bambini, in quanto maggiori produttori di anidride, come lo sono le donne in gravidanza. Ma non solo, le zanzare captano anche la formazione di acido lattico e urico,ammoniaca e altre sostanze contenute nel sudore; in più, sono attratte da persone con un’alta temperatura corporea. Per tutte queste ragioni, mentre si pratica attività fisica si è maggiormente esposti alle fastidiose punture e alcuni soggetti, in questi casi, sono ancora più predisposti di altri. Le zanzare sembrano anche essere attratte da alcuni batteri, di cui il corpo umano è interamente rivestito. Questi batteri sembrano fungere da pista da atterraggio per gli insetti e si concentrano maggiormente su piedi e sulle caviglie, zone più colpite dalle punture. Tutti questi fattori rientrano nel codice genetico dell’individuo, che determinano la quantità e il tipo di sudorazione, e molte altri dettagli che possono attirare le zanzare.
Le zanzare sembrano anche apprezzare la birra, infatti, dopo averne bevuta una lattina da 33cl, aumentano le possibilità di essere punti, ma il perché di questo fenomeno non è stato ancora spiegato. Le prime teorie ipotizzavano che tale predisposizione fosse legata all’aumento di temperatura corporea dovuta alla produzione di etanolo, conseguente al consumo di alcol, ma ora quest’ipotesi non è più considerata plausibile. Oltre all’olfatto, le zanzare usano anche la vista per catturare le proprie prede, perciò sono attratte da colori scuri e dal rosso, tinte facilmente distinguibili. Allo stesso modo, sono stati studiati i fattori repellenti, attraverso l’analisi delle secrezioni dei soggetti che non vengono punti. Le ricerche in merito potranno portare allaformulazione di nuovi spray contro le zanzare.

giovedì 14 novembre 2013

Negli Usa arriva la PlayStation 4

La PS4 sarà diffusa anche in Europa a partire da febbraio 2014
NEW YORK
Sony lancia oggi negli Stati Uniti l’attesa PlayStation 4 (PS4), la sua console di nuova generazione dalle innovative capacità tecniche e interattive. A sette anni dal lancio della PlayStation 3, la PS4 sarà diffusa in Europa e in Giappone solo a partire da febbraio 2014 a causa di ritardi nello sviluppo di alcuni giochi.  

Il lancio della PlayStation 4 giunge una settimana dopo quello della grande concorrente della console Sony, la Xbox One di Microsoft. Con un costo di 399 dollari (399 euro in Europa), la PS4 sarà meno onerosa della console rivale, messa sul mercato a 499 dollari.  
 
«Con la PS4 vogliamo una concole che abbia delle prestazioni più elevate a costi più contenuti», ha spiegato il vice presidente di Sony Computer Entertainment America, Adam Boyes. «Abbiamo creato una macchina capace di cose incredibili», ha aggiunto.  
(TMNews)  

venerdì 11 gennaio 2013

Muos: la gru entra nella base, scortata dagli agenti



REPORT NOTTE DEL 10-11 gennaio 2013: Niscemi INVASA da centinaia di forze di polizia. Con inaudita violenza sono stati rimossi i blocchi dei manifestanti per il passaggio del convoglio con i mezzi per il montaggio delle antenne MUOS.

Alle 22,30 della sera del 10 gennaio é stato avvistato il convoglio con 4 camion e 2 gru della ditta COMINA scortati da numerosi reparti d'assalto di Polizia e Carabinieri lungo la Statale Catania-Gela. Il convoglio partito da Belpasso per evitare il transito attraverso la città ha proseguito lungo la SS115 per poi risalire da C.da Terrana a sud della base militare di Niscemi.

Alle ore 00.30 gli occupanti del presidio, situato a Nord della base per timore di non riuscire ad impedire il passaggio del convoglio si sono mobilitati e diretti in C.da Terrana.

Nelle stesse ore Niscemi veniva invasa da decine di truppe di Polizia e Carabinieri che hanno effettuato innumerevoli posti di blocco nei punti nevralgici di transito verso la base militare, non permettendo il passaggio delle persone, creando numerose difficoltà anche ai residenti che alle prime ore del giorno si recavano al lavoro.
Cio' nonostante, numerosi attivisti e cittadini (allertati da internet e SMS) si sono recati in C.da Ulmo ma le forze di polizia schierate presidiavano tutti gli accessi ed hanno impedito a tutti di proseguire in direzione del convoglio, né di accedere al presidio di C.da Ulmo. Solamente gli attivisti che già si trovavano al Presidio di C.da Ulmo sono riusciti a raggiungere il convoglio in C.da Terrana.

All'1.30 del mattino, in C.da Gallo (al bivio tra il borgo di S.Pietro e Caltagirone) si è tenuto un primo blocco da parte del Comitato NO MUOS di Niscemi unitamente ad alcuni membri di altri Comitati che sono riusciti a sopraggiungere nel frattempo da altre città. Le forze di polizia in tenuta anti-sommossa hanno reagito duramente e con violenza. Hanno effettuato alcune cariche, ma nonostante l'impeto dei poliziotti i manifestanti sono riusciti a resistere ai blocchi sotto le manganellate per alcune ore.

La dinamica del blocco è stata estremamente dura, i manifestanti ripetutamente si opponevano con il corpo al passaggio dei mezzi pesanti in maniera pacifica, ma le forze dell'ordine, incitate dai capi dell'operazione, non rinunciavano ad utilizzare le maniere forti per rimuovere fisicamente gli attivisti con numerose cariche. Il convoglio alle 3.30 dopo ore di resistenza è riuscito a passare e a proseguire lungo la Strada Provinciale che porta alla base militare. Dopo aver superato il primo blocco alcuni reparti hanno impedito ai manifestanti di spostarsi per almeno un paio d'ore, assicurandosi che non riuscissero a raggiungere altri manifestanti che nel frattempo arrivavano dalla città.

Altri attivisti che arrivavano dalla Città sono riusciti a superare i posti di blocco e a raggiungere la Strada Provinciale in posizione utile per effettuare un presidio per impedire il passaggio del convoglio.

Alle ore 4. 00 circa nei pressi di C.da Vituso (lungo la S.P. Niscemi-Caltagirone) viene effettuato un secondo blocco stradale in maniera pacifica e civile. Nonostante che l'opposizione fisica dei manifestanti fosse del tutto serena, le centinaia di forze dell'ordine che scortavano il convoglio, anche questa volta non hanno esitato ad utilizzare le maniere forti per rimuovere fisicamente i singoli manifestanti.

Dunque, dopo ore di resistenza civile, il convoglio è riuscito alla fine ad accedere alla base militare intorno alle 4.30 scortato e protetto da centinaia di agenti di Polizia e Carabinieri.

Alle ore 5.30 i manifestanti sono riusciti a ritornare al presidio di c.da Ulmo ed hanno indetto un'assemblea immediata ed urgente, dopo un breve dibattito si è deciso di allertare ed informare la città di Niscemi del grave fatto accaduto. Alle ore 6.00 presso il Largo Spasimo si è tenuto un breve comizio rivolto ai niscemesi che si recavano al lavoro nelle campagne.

Il presidio di C.da Ulmo denuncia il grave fatto accaduto questa notte, un invasione armata da parte dello Stato ha di fatto impedito l'esprimersi del territorio. Con la forza lo Stato ha voluto impedire che la popolazione che ospiterà questa installazione decida se accettare o meno il prezzo da pagare in termini di salute, pace e inquinamento. “E' un atto di prepotenza inaudita, che tuttavia non ci indebolisce” - dicono gli attivisti del presidio - “Il passaggio di questo convoglio non è una sconfitta ma l'inizio di una nuova fase della resistenza all'installazione del MUOS. Verrà probabilmente indetta a breve una grande mobilitazione per portare la questione alla ribalta nazionale”.

E' convocata per domani 12 gennaio alle ore 15.00 un'assemblea generale del coordinamento regionale NO MUOS dove verranno decise le prossime mosse delle azioni di contrasto all'installazione.